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Una sabbiatrice per marmo può essere utilizzata per realizzare scritte, incisioni, loghi, decorazioni e finiture su lapidi, monumenti, targhe e manufatti in marmo, granito e pietra. Nei laboratori lapidei, una sabbiatrice a recupero permette di lavorare con la testa a contatto con la superficie, aspirando abrasivo e polveri durante lo stesso ciclo. PRESSURE BASE è indicata per lavorazioni localizzate e frequenza contenuta; PRESSURE MAX offre maggiore capacità di aspirazione e continuità; PRESSURE INFINITY è orientata all’utilizzo professionale frequente o continuativo grazie all’aspiratore industriale e alla pulizia automatica delle cartucce filtranti.

Dove viene utilizzata la sabbiatura nel settore marmo

La sabbiatura professionale può essere impiegata per:

  • ✓ Scritte su lapidi, nomi, date e numerazioni
  • ✓ Loghi, simboli, motifs ornamentali e decorazioni
  • ✓ Incisioni su targhe ed elementi commemorativi
  • ✓ Finiture superficiali e fasce antiscivolo
  • ✓ Pulizia localizzata e recupero di scalinate
  • ✓ Trattamento di balconi e interventi su pavimentazioni
  • ✓ Lavorazioni su monumenti e personalizzazioni di manufatti lapidei

La sabbiatura non rappresenta un’unica lavorazione. Può essere utilizzata per ottenere:

  • ✓ Una marcatura superficiale o un'incisione più profonda
  • ✓ Una finitura opaca o un contrasto decorativo
  • ✓ Una superficie ruvida o una fascia antiscivolo
  • ✓ Una pulitura controllata, la rimozione di depositi o un effetto estetico localizzato

La macchina deve quindi essere configurata in base al risultato, non soltanto al materiale.

Incisione, decorazione e pulitura sono lavorazioni differenti

La sintonizzazione dei parametri pneumatici deve adattarsi alla specifica tipologia di intervento:

Incisione e Decorazione

Nell’incisione l’abrasivo deve asportare una parte controllata del materiale. La profondità dipende da: durezza della pietra; tipo di abrasivo; granulometria; pressione; quantità di abrasivo; ugello; distanza effettiva; tempo di permanenza; numero delle passate; resistenza della mascheratura. Un’incisione decorativa superficiale richiede una configurazione diversa rispetto a lettere profonde destinate a essere successivamente colorate.

La decorazione può prevedere: loghi; simboli; motivi geometrici; disegni; bordi; fondi opacizzati; effetti di contrasto; campiture. In questo caso devono essere controllati: precisione della maschera; stabilità del getto; uniformità; sovrapposizione delle passate; protezione delle aree da conservare.

Pulitura localizzata e Finitura antiscivolo

La pulitura è finalizzata a rimuovere: depositi; annerimenti; sporco aderente; residui; alterazioni superficiali; vecchie finiture; contaminazioni localizzate. Non sempre deve essere ottenuta una completa asportazione. Su superfici antiche, decorate o già degradate, l’obiettivo può essere soltanto ridurre il deposito mantenendo la superficie originale.

La sabbiatura può creare una rugosità su gradini, soglie, fasce, pavimentazioni, superfici esterne, bordi piscina ed elementi di passaggio. La profondità e la continuità della finitura devono essere uniformi. Una lavorazione troppo aggressiva può: creare cavità; trattenere sporco; modificare il colore; rendere la superficie difficile da pulire; produrre una ruvidità superiore a quella richiesta.

Materiali lapidei e comportamento durante la sabbiatura

Il comportamento meccanico varia in modo netto in base alla durezza minerale e alla fragilità del blocco:

  • Marmo: Può presentare venature, microfratture, stuccature, zone cristalline, differenze di durezza, precedenti lucidature, cere, resine e riparazioni. La sabbiatura modifica la finitura superficiale. Su un marmo lucido può creare: opacizzazione; contrasto; rugosità; variazioni cromatiche; maggiore evidenza della tessitura. Prima dell’intervento devono essere verificati: tipo di marmo; finitura iniziale; risultato estetico; profondità; mascheratura; eventuale successiva colorazione; uniformità richiesta.
  • Granito: È generalmente più duro e può richiedere: abrasivo più incisivo; maggiore energia; tempi più lunghi; maschere più resistenti; più passate. La durezza non è uniforme in ogni varietà. La composizione minerale può produrre risposte differenti tra fondo, cristalli, venature, inclusioni e zone riparate. Un’incisione anticata apparentemente uniforme nella maschera può presentare variazioni di profondità se il getto non viene gestito correttamente.
  • Pietra calcarea, ricostruita e agglomerati: Le pietre calcaree possono essere compatte, porose, tenere, friabili o stratificate; un trattamento eccessivo può scavare la superficie o smussare i dettagli. Gli agglomerati contengono granulati, resine, pigmenti e leganti: la risposta dipende dalla differenza di durezza tra aggregato e matrice resinosa. La prova preliminare è indispensabile perché il getto può rimuovere più rapidamente la resina rispetto al granulato.
Materiali artificiali ad alto contenuto di quarzo: Le pietre artificiali e alcuni agglomerati possono contenere elevate percentuali di silice cristallina. Le lavorazioni che generano polveri respirabili devono essere gestite con controlli tecnici, aspirazione efficace, corretta organizzazione del lavoro e protezione coerente con la valutazione del rischio. NIOSH e OSHA hanno aggiornato nel febbraio 2026 l’avviso dedicato all’esposizione alla silice nella fabbricazione e finitura di superfici in pietra naturale e artificiale.

Perché scegliere una sabbiatrice a recupero

Una sabbiatrice a recupero lavora con un corpo pistola dotato di spazzola anteriore mantenuta a contatto con la superficie. Durante la lavorazione: l’abrasivo viene proiettato; il materiale incide o tratta la superficie; la spazzola contiene l’area; l’aspiratore richiama abrasivo e polveri; il ciclone separa il granulato riutilizzabile; le polveri vengono convogliate nel contenitore di raccolta.

Questo sistema può offrire vantaggi nel laboratorio lapideo: minore dispersione di abrasivo; minore contaminazione dell’ambiente; recupero del granulato; riduzione delle schermature; migliore ordine operativo; possibilità di lavorare su lastre verticali; interventi localizzati; minore tempo dedicato alla pulizia finale. PRESSURE BASE, MAX e INFINITY utilizzano un serbatoio in pressione da 24 litri e una testa a contatto con recupero e separazione dell’abrasivo.

Limiti della testa a recupero: La tecnologia esprime il proprio vantaggio quando la spazzola riesce ad aderire correttamente su lastre piane, lapidi, targhe, gradini, superfici verticali regolari, campiture, scritte o pavimentazioni. Può risultare meno efficace su statue, rilievi profondi, colonne scanalate, superfici curve, spigoli o sottosquadri. Quando la spazzola perde contatto diminuisce il recupero ed aumenta la dispersione: prima di scegliere è necessario verificare la geometria reale dei manufatti.

Mascheratura e realizzazione delle scritte

Per eseguire scritte o decorazioni è necessario proteggere le zone che non devono essere incise. La mascheratura deve essere scelta in base a: profondità richiesta; abrasivo; pressione; tempo di esposizione; dimensione delle lettere; dettagli; superficie; temperatura; adesione; presenza di lucidatura o cere. Una maschera insufficiente può sollevarsi, consumarsi, deformare i bordi, perdere dettagli, lasciare infiltrare abrasivo o produrre lettere irregolari.

Lettere molto piccole richiedono abrasivo fine, dosaggio stabile, pressione controllata, ugello coerente, mascheratura precisa e passate regolari. Lettere grandi e profonde richiedono invece più tempo, maggiore capacità di asportazione, più passate, maggiore resistenza della maschera e il controllo periodico della profondità. La qualità del bordo dipende dal taglio della maschera, dall'adesione, dalla pressione, dall'angolo del getto, dalla granulometria e dal movimento dell’operatore: un getto troppo inclinato può penetrare sotto la maschera e alterare il profilo del carattere.

Controllo della profondità d'incisione e parametri tecnici

La profondità è il risultato della combinazione tra durezza del materiale, abrasivo, granulometria, pressione, ugello, portata d’aria, dosaggio, velocità, distanza e angolo. L'incisione superficiale o media (per campiture, loghi, nomi e date) richiede pressioni contenute e abrasivi fini, mentre l'incisione profonda aumenta il consumo di abrasivo, il tempo, l'usura e la sollecitazione della maschera, rendendo consigliabile procedere per passate progressive, verificando la profondità prima di rimuovere la protezione.

Abrasivo e riutilizzo: Un abrasivo fine favorisce i dettagli e i bordi precisi, mentre una granulometria maggiore offre più energia e velocità. L’abrasivo recuperato dal ciclone non deve essere riutilizzato automaticamente senza controllo, poiché durante il ciclo può contaminarsi con polvere di marmo, granito, frammenti di mascheratura, pigmenti, cere o resine, modificando la capacità di taglio e l’uniformità del bordo. Il compressore deve fornire aria compressa asciutta e priva di olio o condensa in modo continuo; un sistema sottodimensionato provoca cali di pressione, profondità irregolari e rallentamenti strutturali.

Lavorazione su superfici verticali e gestione delle polveri

Lapidi e lastre vengono spesso lavorate in verticale. La posizione comporta il peso del corpo pistola e la necessità di mantenere la spazzola aderente con passate regolari per evitare inclinazioni. I modelli PRESSURE possono essere configurati con manubrio a doppia impugnatura, utile per migliorare controllo e stabilità nelle lavorazioni verticali, procedendo per fasce senza scaricare l'intero peso sulla spazzola.

La polvere prodotta dipende da materiali e filtri. Granito, quarzo e pietre artificiali contengono silice cristallina, le cui particelle respirabili possono penetrare profondamente nei polmoni. La gestione deve comprendere l'aspirazione alla fonte, la manutenzione delle cartucce, contenitori chiusi e il divieto assoluto di spazzamento a secco o di disperdere la polvere con aria compressa. È più corretto parlare di lavorazione a recupero con forte contenimento delle polveri, evitando affermazioni assolute per qualsiasi superficie.

Tabella decisionale delle tecnologie

Esigenza Modello indicativo Perché Aspetti da verificare
Prime lavorazioni a recupero PRESSURE BASE Configurazione professionale entry level Frequenza e quantità di polvere
Poche lapidi o targhe mensili PRESSURE BASE Adeguata a lavori localizzati Tempi di gestione del filtro
Produzione professionale ricorrente PRESSURE MAX Maggiore aspirazione e tre filtri Compressore e continuità richiesta
Lavorazione di lastre verticali PRESSURE MAX Controllo e possibilità di doppia impugnatura Peso e aderenza della testa
Incisioni frequenti e ripetitive PRESSURE INFINITY Aspirazione industriale e pulizia automatica Organizzazione del laboratorio
Utilizzo di abrasivi fini PRESSURE INFINITY Miscelatore pneumatico e sistema vibrante configurabili Compatibilità granulometrica
Pulitura localizzata di una scala PRESSURE BASE o MAX Recupero nella zona trattata Regolarità della superficie
Lavorazione su granito PRESSURE MAX o INFINITY Maggiore continuità nella produzione di polvere Abrasivo e pressione
Decorazioni occasionali PRESSURE BASE Investimento proporzionato Profondità e maschera
Laboratorio con elevato volume PRESSURE INFINITY Riduzione delle interruzioni Portata d’aria e manutenzione
Superficie molto irregolare Valutare una tecnologia differente La spazzola può non aderire Geometria reale
Grande superficie aperta Valutare getto libero o impianto dedicato La testa a recupero è orientata ad aree localizzate Produttività complessiva

Tre modelli FEVI consigliati per il marmo

1. PRESSURE BASE – Sabbiatrice a recupero entry level

Per incisioni localizzate e frequenza contenuta

PRESSURE BASE è la sabbiatrice a recupero FEVI progettata per eseguire lavorazioni localizzate con recupero dell’abrasivo e separazione delle polveri. Integra: serbatoio in pressione da 24 litri; corpo pistola con spazzola anteriore; comando a distanza; unità aspirante monofase; ciclone di separazione; filtro a cartuccia; sistema di scuotimento semiautomatico del filtro. FEVI la posiziona come modello entry level della gamma PRESSURE, adatto a lavorazioni precise su marmo, granito, pietra, vetro e altri materiali compatibili.

Impieghi nel settore marmo: scritte su lapidi; nomi e date; numerazioni; loghi; simboli; motivi ornamentali; decorazioni; incisioni su targhe; elementi commemorativi; finiture superficiali; fasce antiscivolo; pulizia localizzata; recupero di scalinate; trattamento di balconi; interventi su pavimentazioni; lavorazioni su monumenti; personalizzazioni di manufatti lapidei.

Punto di forza: Permette di introdurre una vera sabbiatura a recupero con controllo dell’area, riciclo dell’abrasivo, riduzione delle schermature, gestione più ordinata rispetto al getto libero e investimento proporzionato a un utilizzo non intensivo.

Limite da valutare: Il singolo filtro con scuotimento semiautomatico richiede una gestione maggiormente dipendente dall’operatore. Può risultare meno indicata quando: le incisioni sono numerose; il ciclo è prolungato; il materiale genera molta polvere; vengono lavorati frequentemente granito o pietre artificiali; le interruzioni per la gestione del filtro incidono sulla produttività.

Utilizzatore indicato: piccolo laboratorio; marmista; artigiano; azienda funeraria; operatore che introduce il servizio; impresa che esegue interventi localizzati; laboratorio con volumi contenuti.

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2. PRESSURE MAX – Sabbiatrice a recupero professionale

Per laboratori con lavorazioni ricorrenti

PRESSURE MAX è una sabbiatrice a recupero professionale progettata per offrire una maggiore capacità di aspirazione rispetto ai sistemi base. Integra: serbatoio in pressione da 24 litri; corpo pistola con spazzola; comando a distanza; gruppo aspirante monofase; tre filtri a cartuccia; pulizia ciclica mediante controssoffiaggio; ciclone di separazione; possibilità di manubrio a doppia impugnatura. FEVI la indica per scritte, incisioni e decori su marmo, granito, vetro e altri materiali, oltre che per interventi su elementi lapidei e particolari architettonici.

Impieghi nel settore marmo: lavorazioni ricorrenti su lapidi; targhe; loghi; incisioni funerarie; decorazioni; lettere di media profondità; granito; superfici verticali; scale; balconi; elementi architettonici; puliture localizzate; laboratori con più commesse settimanali.

Punto di forza: Il sistema con tre cartucce e pulizia ciclica permette: maggiore superficie filtrante; aspirazione più stabile; maggiore continuità; gestione più efficace della polvere; minori interruzioni rispetto a PRESSURE BASE; migliore adattamento a lavorazioni professionali ricorrenti. Il manubrio opzionale a doppia impugnatura migliora controllo e stabilità sulle lastre verticali.

Limite da valutare: Non è la soluzione più adatta quando: il laboratorio lavora soltanto occasionalmente; le superfici sono fortemente irregolari; occorre trattare grandi aree aperte; la testa non riesce ad aderire; è richiesta una produzione continuativa con interruzioni ridotte al minimo.

Utilizzatore indicato: laboratorio lapideo; marmista professionale; azienda funeraria; incisore; impresa con lavorazioni ricorrenti; laboratorio che lavora marmo e granito; azienda che tratta lastre verticali.

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3. PRESSURE INFINITY – Sabbiatrice a recupero con aspiratore industriale

Per produzione frequente e continuità operativa

PRESSURE INFINITY è la sabbiatrice a recupero FEVI orientata all’utilizzo professionale frequente o continuativo. Integra: serbatoio in pressione da 24 litri; corpo pistola con spazzola frontale; comando a distanza; aspiratore industriale monofase 350 ICLEAN; pulizia automatica delle cartucce filtranti; ciclone di separazione; contenitore di raccolta; possibilità di manubrio a doppia impugnatura; miscelatore pneumatico e sistema vibrante configurabili per abrasivi fini. Il sistema automatico di pulizia contribuisce a mantenere più stabile l’efficienza dell’aspirazione e a ridurre le interruzioni operative.

Impieghi nel settore marmo: produzione continuativa di lapidi; incisioni frequenti; loghi e decorazioni; scritte di precisione; lavorazioni su granito; abrasivi fini; superfici verticali; più commesse giornaliere; puliture professionali; lavorazioni ripetitive; laboratori nei quali ordine e continuità sono prioritari.

Punto di forza: Il principale vantaggio è la continuità garantita dalla pulizia automatica dei filtri, dall'aspirazione industriale e dalla configurazione adatta a granulometrie fini. Miscelatore pneumatico e sistema vibrante risultano decisivi quando si utilizzano abrasivi fini per lettere piccole, dettagli, loghi e bordi ad alta definizione.

Limite da valutare: PRESSURE INFINITY può risultare sovradimensionata quando: vengono eseguite poche incisioni; il laboratorio non lavora continuativamente; la quantità di polvere è contenuta; il compressore non è adeguato; la geometria non permette alla spazzola di aderire.

Utilizzatore indicato: laboratorio lapideo strutturato; azienda di arte funeraria; produttore di lapidi; incisore professionale; laboratorio con elevato volume; impresa che lavora frequentemente granito; azienda che utilizza abrasivi fini; operatore che vuole ridurre le interruzioni.

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Tabella comparativa dei modelli FEVI

Modello Aspirazione e filtrazione Utilizzo consigliato Punto di forza Limite da valutare
PRESSURE BASE Un filtro con scuotimento semiautomatico Incisioni occasionali, targhe, lapidi e lavori localizzati Accesso alla tecnologia a recupero Minore continuità nelle produzioni intense
PRESSURE MAX Tre filtri con pulizia ciclica a controssoffiaggio Lavorazioni professionali ricorrenti su marmo e granito Maggiore aspirazione e stabilità Meno evoluta di INFINITY nei cicli continuativi
PRESSURE INFINITY Aspiratore 350 ICLEAN con pulizia automatica Incisioni frequenti, abrasivi fini e produzione continuativa Continuità e gestione automatica dei filtri Investimento e configurazione superiori

Errori frequenti nelle lavorazioni lapidee

Mappare le incongruenze operative previene cali di produttività o sgranature sui bordi degli stencil:

  • Scegliere il modello solo in base al prezzo o usare la versione BASE per produzioni intense: La differenza tra i modelli risiede nella continuità di filtrazione. Un modello sottodimensionato costringe a frequenti interruzioni manuali per pulire le cartucce, bloccando il flusso del laboratorio.
  • Non verificare l’aderenza della spazzola o trascurare lo stato dei filtri: Se la testa perde contatto con la lastra, l'efficienza di aspirazione crolla, aumenta la dispersione e si rischia l'intrusione di aria falsa. Filtri saturi deprimono il recupero e compromettono l'azione del ciclone separatore.
  • Utilizzare la stessa configurazione su marmo e granito o usare maschere sottili: Il granito richiede abrasivi più incisivi, pressioni superiori e tempistiche dedicate. Inoltre, una maschera troppo sottile o poco adesiva può sollevarsi o consumarsi prima del completamento, deformando i caratteri.
  • Cercare subito la profondità finale in un'unica passata o togliere la maschera in anticipo: È preferibile procedere per passate progressive per non stressare lo stencil. Rimuovere la maschera prima di aver controllato l'uniformità e la profondità reale impedisce qualsiasi ritocco successivo.
  • Pulire l’ambiente con aria compressa o non distinguere marmo naturale e pietra artificiale: L'aria compressa risolleva e aerosolizza le polveri fini aumentando l'esposizione degli operatori. Gli agglomerati artificiali richiedono protocolli di depolverazione rigorosi per prevenire i rischi da silice cristallina respirabile.

FAQ sulle sabbiatrici per marmo

Quale sabbiatrice FEVI scegliere per incidere lapidi nell'arte funeraria?

Per produzioni limitate può essere valutata PRESSURE BASE. Per un laboratorio con lavorazioni ricorrenti, PRESSURE MAX rappresenta generalmente la soluzione più equilibrata. PRESSURE INFINITY è indicata quando l’incisione viene eseguita frequentemente e la continuità operativa è prioritaria.

Qual è la differenza principale tra i modelli PRESSURE BASE e PRESSURE MAX?

Entrambe dispongono di serbatoio da 24 litri e testa a recupero. PRESSURE BASE utilizza un filtro con scuotimento semiautomatico ed è orientata a interventi localizzati e frequenza contenuta. PRESSURE MAX utilizza tre cartucce con pulizia ciclica a controssoffiaggio e offre maggiore capacità di aspirazione e continuità nelle lavorazioni professionali.

Qual è la differenza tra i modelli PRESSURE MAX e PRESSURE INFINITY?

PRESSURE MAX è indicata per lavorazioni professionali ricorrenti. PRESSURE INFINITY integra un aspiratore industriale 350 ICLEAN e la pulizia automatica delle cartucce filtranti, risultando più adatta a un utilizzo frequente o continuativo. Può inoltre essere configurata con miscelatore pneumatico e sistema vibrante per granulometrie fini.

La sabbiatrice a recupero è in grado di riciclare l'abrasivo esausto?

La macchina è progettata per recuperare l’abrasivo durante la lavorazione. Il ciclone separa il granulato ancora idoneo dalle polveri fini di scarto, ma l’abrasivo può progressivamente usurarsi o contaminarsi con polvere di marmo, granito o frammenti di maschera. L'operatore deve verificarne periodicamente lo stato per preservare la capacità di taglio e l'uniformità del bordo.

La sabbiatura a recupero elimina completamente la dispersione di polvere nel laboratorio?

Riduce fortemente la dispersione recuperando abrasivo e polveri direttamente nella zona trattata. Il risultato dipende però da aderenza della spazzola, geometria del manufatto (le superfici piane sono ideali rispetto a rilievi o statue), efficienza dell’aspirazione e stato dei filtri. È quindi più corretto parlare di lavorazione a recupero con forte contenimento delle polveri.

Quale compressore d'aria è necessario per supportare un sistema della gamma PRESSURE?

Il compressore deve essere dimensionato sul consumo dell’ugello alla pressione effettiva di lavoro, considerando portata continua, tubazioni ed eventuali utenze opzionali (come il miscelatore o il sistema vibrante della versione INFINITY). Un compressore insufficiente produce un getto discontinuo e incisioni con profondità variabili.

Individuiamo la sabbiatrice a recupero corretta per il tuo laboratorio

La realizzazione di scritte e loghi di alta precisione con abrasivi fini su marmi lucidi o agglomerati delicati richiede soluzioni di aspirazione, vibrazione e filtrazione differenti rispetto alla squadratura o irruvidimento profondo di grandi lastre in granito duro o alla pulitura localizzata di scalinate. La scelta ottimale tra i sistemi PRESSURE BASE, PRESSURE MAX e PRESSURE INFINITY dipende dai volumi reali del tuo laboratorio lapideo. Per configurare correttamente l'allestimento, indicaci se lavori prevalentemente marmo o granito, il tipo di manufatto e la sua geometria, la frequenza giornaliera o settimanale delle commesse, la dimensione dei caratteri, la lavorazione in orizzontale o in verticale ed il compressore a tua disposizione.

FEVI verifica insieme al laboratorio la combinazione ottimale di macchine, abrasivi professionali, ugelli corazzati, pressioni di esercizio e logiche di filtrazione per costruire la soluzione su misura per la tua attività.

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Domande e Risposte

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Troverai informazioni utili sulla strumentazione più adatta, sulla sicurezza, e sulla tecnica della sabbiatura.

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