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Una sabbiatrice per manutenzione può essere utilizzata per rimuovere ruggine, vecchie vernici, ossidazioni, incrostazioni e residui da macchinari, strutture metalliche, attrezzature, serbatoi e componenti. La scelta dipende soprattutto dalla superficie, dalla durata dell’intervento e dall’ambiente nel quale si deve lavorare. Per piccoli ritocchi può essere sufficiente una macchina elettrica senza compressore; per carpenterie e lavori di durata variabile è utile una sabbiatrice a getto libero con autonomia modulabile. Quando la dispersione deve essere contenuta può essere preferito un sistema a recupero, mentre abrasivo umidificato e ghiaccio secco rispondono rispettivamente alle esigenze di riduzione della polvere e pulizia senza acqua.

Che cosa significa sabbiatura per manutenzione

Nel settore manutentivo la sabbiatura non viene normalmente inserita in una produzione continua e standardizzata. Viene utilizzata quando è necessario intervenire su: una struttura già installata; un macchinario; un componente deteriorato; una superficie da riverniciare; un’attrezzatura che non può essere facilmente trasportata; un impianto fermato per manutenzione; un particolare che richiede un ripristino localizzato; una superficie esposta agli agenti atmosferici.

Le principali esigenze operative sono:

  • ✓ Rapidità di allestimento e sverniciatura
  • ✓ Trasportabilità ed autonomia coerente con il lavoro
  • ✓ Possibilità di raggiungere aree difficili
  • ✓ Controllo della dispersione e semplicità di regolazione
  • ✓ Compatibilità con le utenze disponibili
  • ✓ Riduzione dei tempi di fermo

La macchina più potente non è necessariamente quella più efficace. Una sabbiatrice molto grande può risultare eccessiva per una riparazione localizzata. Al contrario, una macchina compatta può produrre tempi eccessivi quando occorre trattare un’intera struttura metallica.

Manutenzione ordinaria, straordinaria e programmata

La pianificazione degli interventi definisce la scelta dei sistemi protettivi e dei volumi di abrasivo:

Manutenzione ordinaria

Comprende normalmente interventi contenuti e frequenti: rimozione di piccoli punti di ruggine; pulizia di parti metalliche; ripristino di zone verniciate; trattamento di saldature; pulizia di utensili; manutenzione di cancelli e ringhiere; rimozione di residui da attrezzature; preparazione di piccole aree prima del ritocco. In queste situazioni contano soprattutto: portabilità; rapidità; ingombro ridotto; semplicità di utilizzo; limitata necessità di allestimento.

Manutenzione straordinaria

Può riguardare: carpenterie; serbatoi; strutture; telai; macchinari; impianti; superfici fortemente corrose; rivestimenti deteriorati; aree estese da riverniciare. In questi casi diventano più importanti: capacità del serbatoio; continuità; compressore; lunghezza delle tubazioni; protezione dell’area; raccolta dell’abrasivo; produttività; numero degli operatori.

Manutenzione programmata

La sabbiatura può essere inserita in un piano periodico per: mantenere strutture protette; evitare la diffusione della corrosione; pulire stampi e attrezzature; trattare superfici prima del nuovo rivestimento; mantenere efficienti componenti e impianti; ridurre interventi correttivi più costosi. Il vantaggio della programmazione è la possibilità di organizzare: fermo impianto; personale; area di lavoro; ricambi; abrasivo; compressore; smaltimento; trattamento successivo.

Superfici e componenti trattabili

Il ripristino manutentivo si confronta con una grande varietà di supporti e di criticità logistiche:

Strutture in ferro e acciaio

La sabbiatura può rimuovere: ruggine; calamina; ossidazioni; vecchie pitture; primer degradati; residui aderenti; contaminazioni superficiali. Può essere applicata a: travi; telai; passerelle; scale; parapetti; ringhiere; cancelli; supporti; basamenti; carpenterie. Prima della lavorazione devono essere valutati: spessore; grado di corrosione; saldature; bordi; geometria; rivestimento successivo; presenza di vecchie pitture potenzialmente pericolose.

Serbatoi e tubazioni

Serbatoi e tubazioni possono essere trattati esternamente per: rimuovere rivestimenti; eliminare ruggine; ripristinare protezioni; trattare saldature; preparare aree riparate. Le criticità comprendono: superfici curve; accessibilità; lavoro in quota; eventuali spazi confinati; prodotti precedentemente contenuti; messa in sicurezza; necessità di evitare contaminazioni; ventilazione. La scelta della tecnologia deve essere inserita nella procedura complessiva di manutenzione e sicurezza.

Macchinari, impianti, attrezzature e utensili

Su macchinari e impianti possono essere presenti: grassi; oli; residui di produzione; vernici; ossidazioni; colle; incrostazioni; depositi organici; sporco carbonioso. La sabbiatura abrasiva è indicata quando occorre asportare materiale o creare un profilo. La pulizia criogenica è invece più coerente quando l’obiettivo è rimuovere contaminanti senza introdurre acqua o abrasivo tradizionale.

Possono essere trattati anche: utensili; morse; supporti; staffe; carrelli; attrezzature da cantiere; componenti agricoli; parti di macchine; elementi di fissaggio; dime; maschere. La macchina deve essere proporzionata al numero dei pezzi e alla frequenza. Per un singolo attrezzo può essere sufficiente un sistema compatto. Per lotti ricorrenti può risultare più efficiente una cabina, anche se questa rappresenta un approfondimento distinto rispetto alle sabbiatrici portatili per manutenzione.

Cemento, murature e pietra

Nel settore manutentivo si può intervenire anche su: basamenti; pavimentazioni; cordoli; pareti; cemento verniciato; elementi in pietra; superfici minerali. Possono essere rimossi: pitture; graffiti; residui; incrostazioni; sporco aderente; parti superficiali poco coese. La resistenza del supporto deve essere verificata con una prova preliminare.

Analisi dei residui e dei contaminanti di superficie

Il processo selettivo deve isolare ed esportare la frazione estranea accumulata:

  • Ruggine e vecchie vernici: La ruggine superficiale può essere rimossa in modo relativamente rapido. Quando la corrosione ha causato sfogliamento, cavità, perdita di spessore, deformazioni o indebolimento strutturale, la sabbiatura permette di rendere visibile il metallo residuo, ma non ripristina la sezione perduta. La difficoltà con le vernici cambia in base a spessore, composizione, elasticità, numero degli strati, adesione, supporto, temperatura e geometria. Prima di sabbiare vecchi rivestimenti su strutture e macchinari è necessario valutarne la composizione. La sabbiatura di pitture contenenti piombo può generare concentrazioni elevate di polvere contaminata e richiede procedure specifiche di contenimento e protezione.
  • Oli, grassi e residui di produzione: Oli e grassi non devono essere sempre affrontati direttamente con l’abrasivo. Il contaminante può sporcare l’abrasivo, ridurre la capacità di taglio, contaminare il supporto, compromettere la verniciatura o intasare sistemi di recupero. Per residui organici può essere più adatta una pulizia preliminare o criogenica. Stampi, presse, linee e attrezzature possono accumulare colle, resine, distaccanti, gomma, plastica, grassi, residui carbonizzati o materiale essiccato: in questi casi la pulizia a ghiaccio secco può evitare l’introduzione di abrasivo nell’impianto.
  • Incrostazioni e depositi: Le incrostazioni possono essere minerali, organiche, carboniose, saline o miste. La durezza del deposito deve essere confrontata con la resistenza della superficie.
Il traguardo e il profilo richiesto: Per le superfici in acciaio, ISO 8501-1:2007 rimane a luglio 2026 lo standard pubblicato per la valutazione visiva dei gradi di ruggine e di preparazione, mentre una nuova edizione è ancora in fase di sviluppo. La specifica di commessa deve comunque indicare il risultato richiesto. Ricorda che una rugosità eccessiva può aumentare il consumo di vernice, lasciare picchi non coperti, favorire difetti o alterare tolleranze. Quando si interviene su stampi o parti meccaniche, se è necessario rimuovere lo sporco senza creare rugosità, la pulizia criogenica può essere più adatta.

Quale tecnologia di sabbiatura utilizzare nella manutenzione

Le opzioni impiantistiche si dividono in base alle restrizioni logistiche ed ambientali:

Sabbiatrice elettrica portatile

È indicata quando: l’intervento è piccolo; non è disponibile aria compressa; il punto è difficile da raggiungere; occorre lavorare in quota; la superficie è localizzata; il tempo di predisposizione deve essere minimo. Non è adatta a grandi superfici o cicli intensivi.

Sabbiatura a getto libero e ad autonomia variabile

Il getto libero è la tecnologia più versatile sulla geometria. Può raggiungere: angoli; rientranze; tubazioni; spigoli; strutture irregolari; carpenterie; superfici estese. Richiede però: delimitazione; protezione; gestione della polvere; raccolta dell’abrasivo; adeguati DPI; compressore correttamente dimensionato. Una capacità modulabile è utile per le imprese che alternano piccoli interventi, manutenzioni di media durata, superfici più estese o lavori tra officina e cliente: l’autonomia può essere aumentata soltanto quando è realmente necessaria, mantenendo una configurazione più compatta negli interventi brevi.

Sabbiatrice a recupero

La testa lavora a contatto con la superficie e recupera abrasivo e polveri. È indicata per: riparazioni localizzate; superfici verticali; saldature; fasce; aree piane; lavori in ambienti nei quali la dispersione deve essere limitata. Non è la scelta primaria per: grigliati; geometrie molto irregolari; spigoli complessi; tubazioni strette; superfici fortemente curve; aree molto estese.

Sabbiatura con abrasivo umidificato

L’acqua viene introdotta nella miscela aria-abrasivo per ridurre il sollevamento delle polveri. È indicata soprattutto per: manutenzioni esterne; strutture; carpenterie; cemento; superfici minerali; aree urbane; interventi vicino ad ambienti sensibili. WATER BLAST utilizza la pre-umidificazione dell’abrasivo, mantenendo l’azione meccanica e riducendo la dispersione rispetto al getto completamente asciutto. FEVI indica un consumo d’acqua orientativo di circa 2 litri al minuto, da verificare in base alla regolazione.

Pulizia criogenica

Il ghiaccio secco viene proiettato mediante aria compressa. Dopo l’impatto sublima e non lascia residui del mezzo pulente. È indicato per: macchinari; stampi; presse; quadri compatibili; componenti; robot; attrezzature; residui organici; oli; grassi; colle; depositi di processo. Non è la tecnologia corretta quando occorre: creare rugosità; rimuovere calamina; eliminare forte corrosione; asportare uno strato consistente di materiale.

Come scegliere l’abrasivo per la manutenzione

Il granulato determina l'asportazione, i ricircoli e la pulizia dell'area di lavoro:

  • Abrasivi minerali e Corindone: I minerali sono utilizzati per ruggine, vecchie vernici, carpenterie, strutture e manutenzioni esterne; devono essere asciutti, classificati, omogenei e documentati. Il corindone è un abrasivo duro e incisivo, valutato per rivestimenti resistenti, ossidazioni e superfici metalliche che richiedono rugosità, sebbene aumenti l’usura di ugelli e componenti.
  • Microsfere di vetro e Abrasivi vegetali: Le microsfere sono utilizzate per satinatura, finitura o pulizie meno aggressive su componenti, acciaio inox e alluminio; non sono la prima scelta per ruggine profonda. Gli abrasivi vegetali sono valutati su materiali delicati e rimozioni leggere che non devono incidere eccessivamente.

Non utilizzare sabbie generiche: La sabbiatura può produrre grandi quantità di polvere proveniente dall’abrasivo, dal contaminante e dalla superficie. I materiali contenenti silice cristallina respirabile rappresentano un rischio grave per l’apparato respiratorio.

Pressione, ugello e compressore

La pressione deve essere scelta in relazione a: superficie, contaminante, abrasivo, ugello, risultato, spessore, produttività. Una pressione eccessiva può incidere il supporto, aumentare l’usura, rompere l’abrasivo, deformare lamiere o aumentare la polvere. Un ugello più grande aumenta la fascia di lavoro, il consumo d’aria, il consumo di abrasivo e la potenziale produttività; l’usura interna modifica progressivamente il diametro e può aumentare il consumo d’aria senza che l’operatore se ne accorga. Il compressore deve essere verificato considerando diametro dell’ugello, pressione effettiva, portata continua, lunghezza dei tubi, perdite di carico, ciclo di lavoro ed eventuali utenze aggiuntive; un compressore sottodimensionato provoca cadute di pressione e getti discontinui. Condensa e olio nella linea possono agglomerare l’abrasivo, creare intasamenti e contaminare la superficie, per cui sono necessari separatori di condensa ed essiccatori.

Gestione della polvere e sicurezza operativa

La polvere può provenire da abrasivo, ruggine, vernice, supporto, incrostazioni o materiale frantumato. Le misure tecniche comprendono schermature, segregazione, aspirazione localizzata, recupero, abrasivo umidificato, ventilazione e accessi limitati. Non bisogna mai utilizzare aria compressa per disperdere e spostare la polvere depositata nell’area di lavoro. La valutazione dei rischi deve considerare polveri, rumore, rimbalzi, aria compressa, spazi confinati, elettricità, anidride carbonica e basse temperature del ghiaccio secco. La scelta dei DPI (caschi con aria respirabile, tute antiabrasione, cuffie) e delle procedure deve derivare dalla valutazione dei rischi reale, non dal solo modello di macchina.

Tabella decisionale delle tecnologie

Esigenza Tecnologia indicativa Perché Aspetti da verificare
Piccolo punto di ruggine Sabbiatrice elettrica Non richiede compressore Superficie e capacità di asportazione
Interventi di durata variabile Getto libero modulare Adatta l’autonomia al lavoro Compressore, polvere e trasporto
Riparazione localizzata in reparto Sabbiatrice a recupero Recupera abrasivo e residui Aderenza della testa
Carpenteria esterna Abrasivo umidificato Riduce il sollevamento della polvere Acqua, residui e corrosione
Pulizia di stampi e macchinari Ghiaccio secco Non lascia abrasivo o acqua Residuo, CO₂ e compatibilità termica
Struttura molto irregolare Getto libero Raggiunge spigoli e rientranze Schermatura e raccolta
Superficie verticale regolare Recupero Contiene l’area di intervento Peso e maneggevolezza della testa
Area urbana o sensibile Abrasivo umidificato Migliora la gestione delle polveri Drenaggio e protezione circostante
Componente sensibile all’acqua Pulizia criogenica Processo asciutto Contaminante e sicurezza
Lavoro presso clienti diversi Sistema trasportabile Maggiore flessibilità logistica Utenze disponibili

Cinque modelli FEVI consigliati per la manutenzione

1. BLSTR sander® – Sabbiatrice elettrica portatile

Per piccoli ripristini senza compressore

BLSTR sander® è una sabbiatrice elettrica compatta progettata per interventi localizzati e sabbiatura superficiale. Non richiede aria compressa: utilizza una ventola interna per aspirare e proiettare l’abrasivo. La macchina pesa circa 2,83 kg, dispone di flusso regolabile e puntatore laser ed è indicata da FEVI per ruggine superficiale, ossidazioni leggere, vecchie vernici e piccoli ripristini su metallo, legno, pietra e superfici minerali.

Impieghi nella manutenzione: Punti di ruggine; ritocchi; piccole saldature; utensili; componenti; ringhiere; cancelli; interventi in quota; aree difficili da raggiungere; lavori senza linea pneumatica.

Punto di forza: Richiede soltanto una normale alimentazione elettrica. Riduce: attrezzature da trasportare; tempi di preparazione; tubazioni; ingombro; dipendenza dal compressore.

Limite da valutare: Non è la soluzione principale per: grandi carpenterie; superfici estese; corrosione pesante; lavorazioni continuative; rivestimenti molto spessi.

Utilizzatore indicato: Manutentore; artigiano; impresa multiservizio; officina; installatore; operatore che lavora su piccoli manufatti o fuori sede.

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2. TRANSFORMER 24/90/130 – Sabbiatrice ad autonomia variabile

Per manutenzioni mobili di durata differente

TRANSFORMER 24/90/130 è una sabbiatrice a getto libero dotata di un serbatoio base da 24 litri e serbatoi supplementari removibili che permettono di aumentare l’autonomia fino a 90 o 130 litri.

Impieghi nella manutenzione: Strutture metalliche; carpenterie; macchinari; serbatoi; attrezzature; mezzi operativi; interventi presso clienti; cantieri; rimozione di ruggine; sverniciatura; superfici di dimensioni variabili.

Punto di forza: L’autonomia può essere adattata al lavoro: 24 litri per interventi brevi e maggiore mobilità; 90 litri per lavori intermedi; 130 litri per cicli più lunghi. L’azienda non è quindi obbligata a spostare sempre una macchina configurata alla massima capacità.

Limite da valutare: È una macchina a getto libero e richiede: area delimitata; protezione; gestione della polvere; raccolta dell’abrasivo; compressore; organizzazione logistica.

Utilizzatore indicato: Impresa di manutenzione; sabbiatore conto terzi; carpenteria; azienda multiservizio; reparto tecnico; operatore che affronta lavori molto diversi.

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3. PRESSURE INFINITY – Sabbiatrice a recupero

Per manutenzioni localizzate con contenimento dell’abrasivo

PRESSURE INFINITY integra: unità di sabbiatura da 24 litri; pistola con spazzola frontale; ciclone di separazione; gruppo aspirante 350 ICLEAN; pulizia automatica delle cartucce filtranti. Durante il trattamento la testa lavora a contatto con la superficie, recuperando abrasivo e polveri e separando il materiale ancora utilizzabile dagli scarti.

Impieghi nella manutenzione: Saldature; superfici verticali; aree piane; riparazioni localizzate; zone verniciate; componenti installati; strutture interne; manutenzione in officina; interventi nei quali il getto libero è difficile da confinare.

Punto di forza: Contribuisce a ridurre: dispersione; consumo di abrasivo; schermature; pulizia successiva; interruzioni per la pulizia manuale dei filtri.

Limite da valutare: Non è la prima scelta per: grigliati; spigoli; tubazioni strette; superfici molto curve; rilievi; geometrie irregolari; grandi aree da trattare rapidamente.

Utilizzatore indicato: Reparto manutenzione; officina; carpenteria; impresa che lavora in ambienti interni; operatore che deve contenere polvere e abrasivo.

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4. WATER BLAST – Sabbiatrice con abrasivo umidificato

Per manutenzioni esterne e riduzione della polvere

WATER BLAST utilizza la pre-umidificazione dell’abrasivo. L’acqua viene introdotta nella miscela aria-abrasivo prima dell’uscita, riducendo il sollevamento delle particelle e mantenendo l’azione meccanica della sabbiatura.

Impieghi nella manutenzione: Carpenterie esterne; strutture; cemento; muri; superfici minerali; serbatoi; attrezzature; aree urbane; cantieri; manutenzioni nelle quali la polvere rappresenta un problema.

Punto di forza: Permette di ridurre la polverosità senza utilizzare i volumi d’acqua tipici di alcuni sistemi di lavaggio ad alta portata.

Limite da valutare: Devono essere gestiti: residui umidi; raccolta; drenaggio; corrosione immediata del metallo; asciugatura; protezione di componenti elettrici; condizioni climatiche; trattamento successivo.

Utilizzatore indicato: Impresa di manutenzione esterna; carpenteria; impresa edile; azienda multiservizio; manutentore di strutture; operatore che lavora vicino ad aree sensibili.

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5. SUBLIMA BASE – Sabbiatrice a ghiaccio secco

Per pulizia tecnica senza acqua e abrasivo tradizionale

SUBLIMA BASE è una macchina criogenica compatta, pneumatica e trasportabile. Utilizza pellets di ghiaccio secco da 1,5 a 3 mm. Il ghiaccio sublima dopo l’impatto e non lascia residui del mezzo pulente. E' indicata per manutenzione di macchinari, componenti, attrezzature, stampi e impianti. La sabbiatrice a ghiaccio secco SUBLIMA BASE un peso di circa 15 kg e un consumo d’aria indicativo compreso tra 250 e 900 litri al minuto, da verificare in funzione della configurazione.

Impieghi nella manutenzione: Macchinari; stampi; presse; robot; quadri compatibili; componenti; attrezzature; oli; grassi; colle; residui organici; depositi di produzione.

Punto di forza: Lavora: senza acqua; senza detergenti; senza abrasivo minerale; senza residui del ghiaccio secco; senza collegamento elettrico diretto alla macchina.

Limite da valutare: Non è indicata quando occorre: creare rugosità; eliminare corrosione profonda; rimuovere calamina; asportare materiale; sverniciare rivestimenti che richiedono forte abrasione. Devono essere inoltre verificati: ventilazione; concentrazione di CO₂; disponibilità del ghiaccio; consumo d’aria; sensibilità termica; rumore.

Utilizzatore indicato: Reparto manutenzione; officina; industria; produttore di stampi; azienda di pulizia tecnica; manutentore di impianti; impresa che deve evitare acqua.

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Tabella comparativa dei modelli FEVI

Modello Tecnologia Utilizzo consigliato Punto di forza Limite da valutare
BLSTR sander® Sabbiatura elettrica Piccoli ritocchi e ruggine localizzata Non richiede compressore Produttività limitata
TRANSFORMER 24/90/130 Getto libero modulare Manutenzioni di durata variabile Autonomia configurabile Polvere e organizzazione dell’area
PRESSURE INFINITY Sabbiatura a recupero Interventi localizzati e superfici regolari Recupero e filtri autopulenti Geometrie complesse
WATER BLAST Abrasivo umidificato Strutture esterne e aree sensibili Riduzione della polverosità Residui umidi e asciugatura
SUBLIMA BASE Pulizia criogenica Macchinari, stampi e componenti Nessun residuo del mezzo pulente Non crea rugosità abrasiva

Errori frequenti nella scelta manutentiva

Mappare le incongruenze operative previene cali di produttività o danni ai supporti:

  • Scegliere la macchina soltanto perché è portatile o eccessiva: Una macchina compatta può essere facile da trasportare ma insufficiente per una grande struttura. Una macchina grande aumenta ingombro e organizzazione anche quando il lavoro dura pochi minuti.
  • Non identificare il contaminante o sabbiare direttamente superfici unte: Ruggine, grasso, pittura e residui organici richiedono tecnologie differenti. Olio e grasso possono inoltre contaminare abrasivo e supporto, pregiudicando il ciclo finale.
  • Utilizzare il recupero su geometrie incompatibili o ghiaccio secco per creare rugosità: Se la testa non aderisce, il recupero diminuisce e aumenta la dispersione. La pulizia criogenica non sostituisce una lavorazione abrasiva quando serve modificare il profilo.
  • Non verificare vecchie pitture: Rivestimenti contenenti sostanze pericolose come il piombo richiedono procedure dedicate e allestimenti controllati.
  • Sottodimensionare il compressore o ignorare la qualità dell’aria: La macchina lavora in modo discontinuo e la produttività si riduce. Condensa e olio compromettono il flusso dell'abrasivo e il trattamento successivo, per questo è fondamentale pianificare con attenzione l'intero ciclo prima e dopo la sabbiatura.

FAQ sulle sabbiatrici per manutenzione

Quale sabbiatrice FEVI è più adatta per piccoli lavori?

Per piccoli punti di ruggine, ritocchi e interventi localizzati può essere valutata BLSTR sander®. Non richiede compressore ed è rapidamente pronta. Se la superficie aumenta o la ruggine è più resistente, può essere necessario passare a una sabbiatrice pneumatica. BLSTR sander® non deve quindi essere scelta per grandi carpenterie soltanto perché è facile da trasportare.

Quale modello scegliere per un’impresa di manutenzione?

TRANSFORMER 24/90/130 rappresenta la proposta più flessibile quando l’impresa affronta lavori di dimensioni molto diverse. Il serbatoio base da 24 litri mantiene la macchina compatta, mentre i moduli aggiuntivi aumentano l’autonomia. La scelta deve comunque considerare compressore, polvere, trasporto e frequenza dei lavori.

Quando conviene orientarsi sul modello PRESSURE INFINITY?

PRESSURE INFINITY è indicata per riparazioni localizzate, superfici verticali, saldature e zone relativamente regolari. Il sistema recupera abrasivo e polveri e utilizza filtri a pulizia automatica. Non è invece la prima scelta per grigliati, tubazioni strette, spigoli e grandi superfici, perché la testa deve aderire correttamente.

La tecnologia WATER BLAST elimina completamente la polvere?

No. WATER BLAST è progettata per ridurre il sollevamento delle particelle mediante l’umidificazione dell’abrasivo. Il risultato dipende da abrasivo, pressione, superficie, acqua e condizioni ambientali. È più corretto parlare di riduzione o abbattimento della polverosità, non di assenza assoluta in ogni applicazione.

Quando conviene scegliere la pulizia criogenica di SUBLIMA BASE? Rimuove la ruggine?

SUBLIMA BASE può essere scelta per pulire macchinari, stampi, attrezzature e componenti da oli, grassi, colle e residui organici. Il processo non utilizza acqua e non lascia abrasivo. La pulizia criogenica non deve essere considerata una sostituzione universale della sabbiatura abrasiva: può rimuovere lo sporco superficiale, ma non crea il profilo normalmente richiesto per eliminare ruggine profonda e preparare il metallo a un nuovo ciclo protettivo. In questi casi sono generalmente più adatti TRANSFORMER, PRESSURE INFINITY o WATER BLAST.

Si può sabbiare direttamente una superficie unta o sporca di olio e grasso?

Non è consigliabile procedere senza aver valutato il contaminante. Oli e grassi possono sporcare l’abrasivo e lasciare residui sul supporto, compromettendo la successiva verniciatura. In questi casi può essere necessario uno sgrassaggio preliminare oppure una pulizia criogenica specifica. La superficie deve essere sempre accuratamente controllata prima del successivo trattamento.

Indicaci le necessità del tuo intervento di manutenzione

La scelta tra BLSTR sander®, TRANSFORMER 24/90/130, PRESSURE INFINITY, WATER BLAST e SUBLIMA BASE dipende dal lavoro reale. Per valutare correttamente la configurazione è utile indicaci: materiale; componente o struttura; dimensioni; contaminante; rivestimento da rimuovere; stato di corrosione; geometria; lavoro interno o esterno; frequenza; produttività richiesta; necessità di recuperare l’abrasivo; polvere tollerabile; possibilità di utilizzare acqua; necessità di evitare residui; compressore disponibile; trattamento successivo.

FEVI può verificare insieme all’utilizzatore tecnologia, macchina, abrasivo, ugello, pressione, autonomia, recupero e portata d’aria, costruendo la configurazione sulla manutenzione da eseguire e non sulla sola dimensione della sabbiatrice.

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Domande e Risposte

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